Gesticolare con le mani è importantissimo

In questo articolo ti spiegherò perché è importante gesticolare, quali sono i vantaggi di gesticolare bene, che cosa significa gesticolare bene e la pratica per un buon public speaking. Gesticolare con le mani è un comportamento importantissimo quando parliamo in pubblico.

1. Gesticolare, che cosa significa

Gesticolare significa compiere movimenti con le mani e con le braccia quando parliamo. Ogni volta che parliamo con le persone mandiamo messaggi verbali e messaggi non verbali: i nostri gesti rientrano nei messaggi non verbali.

C’è un luogo comune sbagliato, e cioè che, quand'anche noi evitassimo di gesticolare, il messaggio manterrebbe la stessa efficacia, anzi potrebbe essere ancora più efficace. Non è così perché evidenze scientifiche dimostrano che gesticolare aiuta a rendere ancora più chiaro il messaggio, purché si gesticoli bene. Ma che cosa significa gesticolare bene?

E tu come gesticoli? Eccoti un tutorial pratico per scoprirlo:

2. Gesticolare male

Un passo indietro, accenniamo alla nostra voce. Uno degli elementi che caratterizzano la nostra voce è il ritmo, che in pratica consiste nella variazione di quantità di parole che vengono dette in un determinato lasso di tempo.


Per esempio possiamo tenere un ritmo concitato se incrementeremo la velocità del nostro eloquio, oppure possiamo tenere un ritmo calmante se rallenteremo la velocità dell’eloquio: come quando tentiamo di tranquillizzare il nostro interlocutore. Che cosa c'entra la voce con il gesto?

Quando non abbiamo cognizione di come gesticoliamo, il ritmo del nostro parlato può incidere negativamente sulla nostra gesticolazione. Il motivo risiede nel fatto che rischiamo di limitarci a sottolineare gli accenti tonici delle parole.

Gli accenti tonici sono gli accenti che ci dicono come deve essere pronunciata l’intera parola. L’accento tonico cade su una sola delle sillabe della parola, per esempio nella parola "amico" l’accento tonico cade sulla penultima sillaba "mi", e noi sappiamo come dobbiamo pronunciarla: amìco.

Facci caso, alcune persone parlano utilizzando una o entrambe le mani come fossero un martelletto, oppure un metronomo, battendo regolarmente gli accenti tonici di più o meno tutte le parole. Un colpo ritmico per ogni accento tonico. Questo modo di gesticolare è naturale e infatti è molto frequente, ma se ci limitiamo a questa gesticolazione il nostro discorso rischia di divenire noioso.

Il rischio in questo caso è anche che il ritmo si faccia eccessivamente regolare, e che quindi il nostro eloquio diventi noioso a prescindere dalla gesticolazioni.

3. Gesticolare bene con le mani

Per gesticolare bene con le mani, e necessario fare chiarezza prima di tutto a se stessi. Di quanti concetti vuoi parlare? Quando spieghi un contenuto, ti consiglio di presentare un confronto fra massimo 2 oppure 3 concetti. 

Quando hai chiaro di che cosa devi parlare, utilizza questa tua chiarezza per vedere i concetti nello spazio. Nel video qui sotto ti mostro in pratica che cosa puoi fare in concreto. Il punto è che se tu vedi i concetti nello spazio, hai la possibilità di mostrarli anche alle persone che ti ascoltano.

Ora puoi sperimentarti con questo video, prova anche tu:

Per gesticolare bene con le mani, dobbiamo poi avere coscienza di come lo facciamo naturalmente, e dopodiché, all’interno di un discorso, avremo la possibilità di decidere alcune parole chiave che vorremo sottolineare grazie a gesti scelti.

Ti chiedi mai se gesticoli troppo oppure abbastanza? Per diventare consapevole del tuo modo di gesticolare, ti suggerisco questo video training gratuito: GESTICOLA BENE, lo trovi qui. 

4. Come fare per gesticolare bene in pratica

In pratica lasciati sorprendere da te stesso, e gestisci il tuo eloquio variando di continuo il ritmo focalizzandoti soprattutto sulle parole chiave. Il gesto dovrà poter uscire da sé.

Per fare questo dovrai parlare lasciando libere le mani e le braccia. Ti consiglio dunque di assumere una delle due posizioni neutre, io le chiamo posizione neutra 1 e posizione neutra 2. Sono entrambe posizioni dove il corpo è pronto ad agire in una simmetria della distribuzione delle forze.

Posizione neutra 1

La posizione neutra 1 consiste nello stare in piedi distribuendo in modo equilibrato il peso su entrambe le gambe, mentre le braccia sono abbandonate lungo i fianchi e lo sguardo è frontale - vedi disegno sotto.

Posizione neutra 2

La posizione neutra 2 consiste anch'essa nello stare in piedi distribuendo in modo equilibrato il peso su entrambe le gambe, ma le braccia questa volta sono piegate facendo incontrare dolcemente le mani all’altezza della base del petto, più o meno dove troviamo le costole inferiori - vedi disegno sotto.

La posizione neutra 2 è più faticosa, ma è la più potente in termini espressività, perché le mani sono pronte ed è come se esprimessero sùbito disponibilità verso gli interlocutori.

Esercizio

Sperimentati parlando nella posizione neutra 2: le mani si incontrano dolcemente, quindi non devi intrecciarle né sentire tensioni lungo le spalle e le braccia:
1. provati nel fare un discorso di 1 o 2 minuti,
2. poi ripeti il discorso focalizzandoti solo sul contenuto,
3. poi ripeti di nuovo, una terza volta: ora dovresti aver acquisito una maggiore naturalezza - se ciò non fosse, ripeti ulteriormente.

Nel video sopra ti mostro come auto riprenderti per poter guardare quello che ti serve davvero.

E poi ti consiglio di fare le prove per prepararti bene per il tuo prossimo discorso, leggi quest'altro mio articolo.

Trovi la sequenza degli esercizi ancora più ricca proprio nell'audio training gratuito: GESTICOLA BENE, lo trovi qui. 

5. Qual è il significato dei gesti?

Facendo l’esercizio sopra ti accorgerai che non è importante dare un significato assoluto ai gesti, ma è fondamentale sentire e percepire fisicamente l’impronta che i gesti possono dare al ritmo del tuo parlato.

In realtà non sappiamo se sia nato prima l’uovo o la gallina, il che significa che quando lavoriamo sul ritmo sappiamo che questo influisce sui gesti, ma i gesti stessi possono influire sul ritmo.

Come ti spiego nel video sopra, quello che dobbiamo evitare perlopiù è che i gesti dicano la stessa esatta cosa che dicono le parole, perché ciò sarebbe ridondante, e pertanto noioso se non stucchevole.

Il gesto allora aggiunge significato alle parole e lo integra.

6. Gesti e origine del linguaggio articolato

Una delle teorie della genesi del linguaggio ci spiega come il gesticolare potrebbe essere stato una concausa della nascita del linguaggio articolato.

Gli etologi e gli psicologi evoluzionisti ritengono che i nostri antenati producessero perlopiù grugniti, che in seguito avrebbero iniziato ad accompagnare con i primi semplici gesti allo scopo di rinforzare il messaggio. Questo rendeva più ricchi i messaggi per i propri simili, e il bisogno di maggiore complessità comunicativa potrebbe essersi fatto sempre più forte sino a rendere ancora più articolati i suoni prodotti grazie al supporto del gesto stesso.

Ed è anche così che potrebbe essere nato il linguaggio articolato, che infatti non sarebbe né una scoperta né un'invenzione, ma più un comportamento, cioè un'insieme di azioni. Del resto il nostro verbo "dire" deriva dal latino dicere che significa indicare - cioè fare un gesto - con le parole.

Ciò che vale per l’evoluzione della nostra specie, sembra valere anche per l’evoluzione di un bambino, che nei primi due anni di vita sviluppa una gestualità molto espressiva: gli è indispensabile per l’interazione sociale non sapendo ancora parlare.

Quando il bimbo cresce la sua gestualità è perlopiù sostituita dal linguaggio articolato. Rimangono allora solo alcuni gesti, che servono più o meno inconsciamente per rinforzare il messaggio verbale. Se vuoi saperne di più, leggi Origine e evoluzione del linguaggio di Giusti e Tartabini.

7. Si può gesticolare troppo?

Sì, si può gesticolare troppo. Soprattutto quando si gesticola lavorando solo sugli accenti tonici, come ho spiegato sopra. Ma il rischio maggiore in realtà è esattamente il contrario, e cioè gesticolare troppo poco, o, peggio, gesticolare per nulla.


Gesticolare ci fa italiani? Che dire, se non che noi italiani in effetti siamo italiani? Supponi di parlare in pubblico in una situazione internazionale. Ebbene quand'anche tu parlassi in inglese, chiunque sentirebbe il tuo accento italiano, perciò come potrebbe non attendersi allora una gesticolazione corrispondente alla facilità espressiva che noi italiani abbiamo?

E una considerazione ulteriore: siamo così sicuri che gli altri popoli non gesticolino affatto? Guarda filmati su YouTube dove parlano tedeschi, francesi, americani (nord americani e latini americani). Ciascuno di loro ha una propria gesticolazione.

I francesi tendono a gesticolare con mani e braccia catalizzando il movimento con la propulsione delle spalle e coinvolgendo nel movimento il capo, il mento e il sotto mento. I latini americani compiono gesti con le braccia molto più ampi rispetto a noi italiani. Gli americano sbracciano animatamente e soprattutto hanno una accentuata mobilità facciale.

Anche questo è importante: l'espressività del volto può surrogare o integrare l'espressività di braccia e mani e può farlo in modo anche efficace dal punto di vista della comunicazione. Ma attenzione a non spingere con l'espressività: chi ti ascolta potrebbe percepirti finto o finta.

Nota importante: queste sono generalizzazioni. Poi ci sono peculiarità espressive di ogni persona e delle regionalità all'interno delle Nazioni.

8. Gesticolare aiuta la memoria?

Assolutamente. Quando porrai attenzione ai tuoi gesti e li sceglierai con coscienza e con intenzione, noterai che questi ti aiuteranno a imparare a memorizzare meglio i contenuti dei tuoi discorsi.

È esattamente quello che fanno gli attori di teatro: decidere di anticipare una parola con un gesto, significa aiutarsi a tenerla a mente. Perciò se deciderai la successione di quei due, tre o quattro gesti fondamentali, ti aiuterai nel ricordare la scaletta del tuo discorso.

Peraltro, l'anticipo del gesto rispetto alla parola è un preciso strumento espressivo, te lo spiego in questo video:

9. Due modi opposti di gesticolare: simmetria e a-simmetria

La maggior parte delle persone gesticola simmetricamente. Questo significa che muove contemporaneamente entrambe le braccia e le mani come fossero l'una specchio dell’altra. E va benissimo, ma si può fare ancora di più.

In teatro sappiamo che quando vogliamo essere particolarmente incisivi, è preferibile utilizzare anche il gesto a-simmetrico: una sola delle due mani esce dalla simmetria e compie un gesto autonomo.

Naturalmente vale anche il contrario, se siamo abituati infatti a gesticolare in modo a-simmetrico, passare a un gesto simmetrico significa rompere uno schema e attirare l’attenzione del nostro interlocutore o del nostro pubblico.

C’è una soluzione espressiva preferibile fra simmetria e a simmetria? La terza via: ogni volta che parli in pubblico varia la tua gestualità quanto più possibile.

Dobbiamo solo evitare di variare per il puro gusto di variare: ogni cosa che noi facciamo acquisisce un significato agli occhi di chi ci ascolta. Le ricerche espressive dei registi russi degli anni '20 del 900 hanno dimostrato che il pubblico ha un bisogno viscerale di attribuire significato a ciò che osserva.

Il drammaturgo Michail Čechov sosteneva che il gesto dell'attore doveva essere psicologico, cioè doveva avere una corrispondenza con le dinamiche dell’anima del personaggio. A tal punto che il gesto psicologico doveva risvegliare la vita interiore dell’attore.

Tutto ciò ha un riverbero nella mente di chi osserva la persona che parla in pubblico: noi cerchiamo sempre di attribuire significato agli atti di chi abbiamo di fronte - che sia un attore che recita o una persona che interagisce con noi - e sentiamo che questo significato ha che vedere con la sua interiorità - o anima che dir si voglia.

10. Per chi gesticoliamo dunque?

Gesticoliamo sia per i nostri interlocutori per aiutarle a comprenderci di più sia per noi stessi per sentire che riusciamo a farci comprendere meglio.

E questo è virtuoso: quanto più riusciremo a spiegarci, tanto più sentiremo che i nostri interlocutori apprezzeranno questa nostra capacità, e ancora di più avremo la percezione di saperci spiegare.

Per saperne di più sulla gestualità ti consiglio il libro Che cos'è la gestualità di E. Campisi.

Anche il nostro gesticolare ha dunque come focus ciò su cui poniamo attenzione sia noi che parliamo sia il pubblico che ci ascolta: il messaggio.

Se ti interessa approfondire queste tematiche, puoi seguirmi su YouTube o su LinkedIn.

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