47. E ora cosa dico? Sopravvivere a un discorso imprevisto

Qualcuno ci passa la parola senza preavviso, cerchiamo l'ispirazione non sappiamo bene dove e come, e così alimentiamo il nostro panico. Per sbloccare questa situazione, serve iniziare a rubare gli ingredienti dal contesto, dai fatti e dalle persone che abbiamo davanti.

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Ansia da prestazione: come gestire il panico di un discorso imprevisto

"Ti va di dire due parole?" Qui iniziano i problemi, perché siamo convinti che la priorità sia dare una bella prestazione.

Il blocco nasce perché il nostro sguardo è rivolto verso la nostra bella figura. Oppure ci concentriamo sulla paura di fare brutta figura. Finiamo per rifugiarci in saluti generici che non interessano a nessuno.

Per uscire da questo stallo, cambia prospettiva.

Non sforzarti di essere originale.

Il compito è essere centrato rispetto alle persone che hai davanti.

Vedi anche > Perché parliamo in pubblico

Voce che trema e rossore: controllare le emozioni quando prendi la parola non funziona

Quando siamo emozionati, iniziamo a monitorare ogni segnale del corpo, come ad esempio il rossore del viso o il tremore della voce. Entriamo in quelle che lo psicoterapeuta Giorgio Nardone chiama psicotrappole. Più cerchiamo di non arrossire, più il sangue affluisce al volto; più vogliamo che la voce sia ferma, più la tensione aumenta. La conseguenza è che abbiamo la percezione che la voce tremi ancora di più.

Insomma, cerchiamo di controllare l'incontrollabile.

Ci comportiamo come se fossimo soli in un hotel sinistro: ogni minimo rumore ci spaventa. I nostri sensi sono focalizzati sulla paura. Tuttavia, nella realtà, la percezione interna del tremore non è la stessa che arriva a chi ascolta. Questa è una legge della fisica. Mentre parliamo, il nostro corpo fisicamente vibra come non può vibrare chi ci sta solo ascoltando.

Lo sblocco comincia quando iniziamo ad accettare che il tremore è una nostra percezione, frutto di sensazioni personali. L'emozione è un dato di fatto. Qui serve spostare l'attenzione all'esterno. È il momento di liberare la mente per permetterle di elaborare i concetti.

Cosa dire in un discorso a braccio: trovare le idee osservando il contesto

Ogni evento, riunione o inaugurazione contiene già gli ingredienti pronti per essere usati nel tuo intervento.

Per trovare cosa dire, puoi fare un sopralluogo strategico. Prima che tutto abbia inizio, ti bastano dieci minuti per parlare con che ha organizzato l’evento o con i colleghi o con le persone ospiti.

Chiedi perché hanno organizzato la giornata e perché così. Se, ad esempio, all'inaugurazione di una scuola per estetiste scopri un picco di iscrizioni maschili o di cinquantenni in cerca di ricollocazione, hai trovato il tuo ingrediente.

Oppure, agli ospiti, puoi chiedere perché sono qui e cosa si aspettano. Questi sono tutti ingredienti da rubare e utilizzare senza riserve in un'eventuale richiesta di un discorso da parte tua.

In questo modo, smetti di essere un oratore isolato e diventi un rappresentante del pubblico. Tu hai voce in capitolo perché ti è stata data la parola. Quando usi elementi reali per connettere le tue parole ai fatti, alle circostanze e alle persone presenti, chi ascolta si sente rappresentato.

Le frasi da evitare per iniziare un discorso e come risultare autentici

Un tipico errore è l'uso di frasi copia e incolla come "è un onore essere qui" o "sarò breve". Spesso sono bugie che il pubblico riconosce subito, perché consunte come un vecchio zerbino.

il mio consiglio è: comunica con più precisione. Se non ti senti “onorato”, ma semplicemente “soddisfatto”, usa le parole che corrispondono alla realtà del tuo stato d’animo. La tua autorevolezza nasce dalla libertà di portare te stesso nella situazione.

Una volta che hai scelto la parola che esprime il tuo reale sentimento, è necessario spiegare per quale ragione provi ciò che stai dicendo di provare. Ad esempio: "Sono felice di essere qui, perché questo progetto ha richiesto molto lavoro e inizialmente non sapevamo se ci saremmo mai riusciti. Ricordo tutti i dubbi che avevamo, tutti i momenti di crisi [e qui potresti raccontarne uno]. Il fatto che siamo qui adesso ha sciolto ogni dubbio e persino ogni paura di non farcela. Ce l'abbiamo fatta."

Ma, naturalmente, ciò che dici deve essere vero.

Come iniziare un discorso in pubblico con il silenzio

La fretta di riempire i vuoti ci spinge a correre, utilizzando intercalari come "ehm" e "cioè" per gestire l'imbarazzo. In questo modo per il pubblico diventa faticoso ascoltarci.

Fai la cosa più controintuitiva: stai in silenzio dopo il saluto.

Dopo aver detto "buonasera", guarda le persone e fai una pausa di silenzio. Non è un vuoto, ma uno spazio che permetti al pubblico di riempire con la propria attenzione, dandoti il tempo di mettere a fuoco il primo concetto.

Vedi anche > Iniziare un discorso con botto grazie al Silenzio

Preparare un intervento a basso consumo energetico

Batto sempre su questo punto: comunicare in modo semplice e a basso consumo. Perché comunichiamo non per dimostrare cose di noi, ma per aiutare chi ascolta ad ascoltarci meglio, per capire il messaggio.

Chiediti quale sia il significato di quell'evento per chi l’ha organizzato, o per le persone presenti, o per te: chiediti che cosa, davvero, ne pensi tu. Se ci sono aspetti che non ti convincono, dai loro un nome privatamente, nella tu amente, per metterli da parte e focalizzarti su ciò che invece, ti convince o ti piace di più.

Elimina le premesse ("Prima di iniziare vorrei dire che..."), perché rubano tempo all'argomentazione. Peraltro, se hai pochi minuti, le premesse ti portano lontano, impedendoti di centrare il tuo intervento.

Vai dritto al punto, connettendo il tema della giornata a un dettaglio che hai osservato nel sopralluogo.

Quando smetti di preoccuparti della bellezza del discorso e ti concentri sulla sua centratura rispetto al contesto, alla situazione e alle persone reali, le idee arrivano come conseguenza.

E adesso?

Possiamo lavorare insieme ai tuoi prossimi interventi: puoi cominciare un percorso individuale con me per la tua comunicazione strategica > link

Chi è Stefano Todeschi

Sono consulente e formatore specializzato in public speaking pratico. Lavoro con imprenditori, manager e professionisti appassionati che vogliono saper coinvolgere clienti e collaboratori durante presentazioni, incontri e meeting aziendali.


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