46. Come gestire un'intervista senza stress
Ricevere un invito per un'intervista fa scattare spesso una spia d'allarme. Sentiamo il peso di dover dimostrare la nostra competenza, temiamo di perdere il filo del discorso e ci prepariamo a dimostrare la nostra professionalità come se fossimo sotto esame.
La verità: la convocazione stessa è già la certificazione della tua autorevolezza. Per trasformare l'intervista in un acceleratore per il tuo posizionamento, puoi smettere di preoccuparti della performance e iniziare a condividere la tua esperienza con naturalezza.
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L'intervista senza stress: posizionamento, errori e autorevolezza
L'ente televisivo, la radio, il podcaster o la testata specializzata ha già deciso in partenza. Ti ha convocato proprio in virtù della tua storia e del tuo percorso. Essere scelti certifica immediatamente il tuo status rispetto ai competitor. Puoi quindi appoggiarti serenamente a questa validazione esterna per concentrarti sul messaggio che desideri far arrivare.
Il posizionamento e l'autorevolezza ti vengono conferiti direttamente dal contenitore che ti ospita e dalla persona che ti fa le domande.
Sfruttare questo palcoscenico significa godere di un contenuto che circola gratuitamente, amplificando la tua riprova sociale. Puoi goderti il momento e mantenere saldo il tuo baricentro professionale, attingendo alle tue conoscenze quotidiane per rispondere in modo verticale e preciso.
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Mantenere la tua identità professionale
Molti pensano che durante un'intervista sia necessario utilizzare un linguaggio ancora più formale, ancora più ricco e preciso per apparire più professionali.
Questa alterazione crea un’incoerenza: ti avevano chiamato perché ti avevano conosciuto in un modo e adesso vuoi apparire in un altro. Per mantenere alta l'attenzione e risultare davvero incisivo, devi rimanere ancorato a ciò che fai e sei nella realtà.
Se di mestiere fai il consulente fiscale, continua a comportarti da consulente fiscale anche durante l'intervista. Usa gli stessi esempi concreti, lo stesso calore umano e la stessa empatia che applichi ogni giorno nel tuo studio. Rispondi alle domande portando la tua esperienza reale, fatta di soluzioni pratiche e, soprattutto, di vita vissuta.
I tre errori che generano ansia
Durante le interviste, l'ansia ci spinge a compiere azioni che finiscono per sabotare la nostra stessa comunicazione. Cerchiamo appigli e scorciatoie per garantirci un risultato perfetto, finendo per ottenere l'effetto contrario. Vediamo come trasformare questi ostacoli in punti di forza.
Errore 1: pretendere le domande in anticipo
Sentiamo il bisogno di controllare ogni variabile. Chiediamo la lista esatta delle domande per poter elaborare risposte articolate, scriverle e magari impararle a memoria. Questo desiderio di controllo totale finisce per farci perdere di vista i tempi e la spontaneità dell'interazione.
Per garantire un ritmo fluido all'intervista, affidati semplicemente al tuo bagaglio di competenze. I giornalisti e i podcaster saggi evitano di fornire le domande proprio per preservare la freschezza del dialogo. Rispondi alle questioni poste restando nei tempi ottimali (da 1 a 3 minuti al massimo) per mantenere viva la dinamica del botta e risposta.
Errore 2: cadere nella tentazione della promozione diretta
Rischiamo di vedere il microfono aperto come l'occasione d'oro per promuovere i nostri servizi, prodotti o noi stessi. Iniziamo a parlare delle caratteristiche del nostro prodotto o a elencare i vantaggi della nostra azienda, deviando completamente dal tema dell'intervista. Questa fretta nasce dall'illusione di dover capitalizzare immediatamente l'esposizione mediatica.
Per costruire una solida credibilità, concentrati esclusivamente sul tema vero dell'intervista. La tua autorevolezza si consolida quando offri risposte di valore al problema discusso. Il pubblico riconosce naturalmente le tue competenze e, in virtù di questo apprezzamento, deciderà autonomamente di approfondire i tuoi servizi. Se ascolti il podcast, ti spiego anche più dettagli su questo.
Errore 3: imitare il distacco giornalistico
Potresti rischiare di assumere un tono freddo e asettico. In altri termini significa usare la voce blu, cercando di imitare lo stile dei giornalisti che riportano la cronaca. Lo facciamo perché crediamo che la distanza emotiva sia sinonimo di oggettività e serietà.
Per risultare davvero magnetico, permettiti di lasciare uscire la tua umanità nel discorso. Lascia trasparire il tuo coinvolgimento e le tue emozioni riguardo ai temi trattati. Il pubblico desidera ascoltare la tua voce personale e vuole cogliere la tua partecipazione attiva, riconoscendo in te una persona vera.
Vedi anche > Lo sguardo quando parliamo e comunichiamo.
Il principio dell'accettazione
Per gestire con eleganza ogni variazione, applica il principio dell'accettazione.
Accogli le domande per come arrivano e adattati alla direzione del dialogo. Il tuo vero obiettivo è aiutare le persone ad ascoltare e a comprendere le dinamiche del tuo settore, offrendo loro spunti chiari e illuminanti in qualunque scenario.
Ascolta la puntata, perché con un esempio semplice capirai come rispondere subito in modo centrato alla domanda e come gestire un sano botta e risposta per valorizzare anche la persona che ti intervista, che poi avrà più facilmente voglia di invitarti di nuovo in futuro.
E adesso?
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Chi è Stefano Todeschi
Sono consulente e formatore specializzato in public speaking pratico. Lavoro con imprenditori, manager e professionisti appassionati che vogliono saper coinvolgere clienti e collaboratori durante presentazioni, incontri e meeting aziendali.