38. 10 esercizi per dare autorevolezza alla tua voce e ai tuoi pensieri.

Una presentazione può fallire quando ci chiudiamo nel nostro pensiero, le parole non si capiscono o confondiamo chi ci ascolta volendo dire troppo.

Qui trovi 10 esercizi pratici per dare subito peso e autorevolezza alla tua voce, al tuo pensiero e alla relazione con chi ti ascolta. Imparerai a rendere i tuoi messaggi incisivi lavorando su chiarezza, sintesi e relazione.

Lo scopo: massima chiarezza per chi ti ascolta.

Ascolta la puntata qui sopra ⬆︎

O leggi l’articolo ⬇︎


Ascoltalo sulla tua piattaforma preferita:


Perché funzionano questi esercizi.

Questi esercizi rispondono a una logica sistemica: non possiamo separare la qualità della voce da quella del pensiero e della relazione. Questi 3 pilastri si influenzano a vicenda in una triangolazione continua ogni volta che stai parlando.

C’è un principio cardine che ci condiziona, io lo chiamo l'assioma zero della comunicazione:

La prima persona che ti ascolta quando parli sei tu stesso.

Se percepisci chiarezza e sicurezza mentre parli e senti le tue parole, queste sensazioni arrivano automaticamente sul pubblico, trasformando l'intervento in chiarezza e coinvolgimento.

NOTA IMPORTANTE.
Ricorda che qui sei in palestra, non in partita: questo allenamento può sembrare meccanico, soprattutto le prime volte. Tuttavia è il modo per allenare e irrobustire muscoli che spesso abbiamo lasciato troppo atrofizzati.

Poi col tempo arriverai a naturalizzare tutto questo e non ci penserai più.

Comincia a trasformarti in un atleta della comunicazione.

Pilastro 1: esercizi sulla qualità della voce

Se inizi a parlare a freddo, i muscoli sono contratti e rischi di borbottare, perdendo chiarezza e contatto con te e con chi hai davanti. Ogni buon atleta ha bisogno di muscoli formati bene.

1. Massaggio bocca.

A bocca chiusa, usa la lingua per massaggiare la parete interna della bocca con una pressione graduale. Questo rende l'apparato fonatorio elastico e migliora la dizione senza bisogno di scioglilingua complessi.

Puoi integrare pronunciando una "r" continua finché non senti solletico sulla lingua.

2. Lancio dello sguardo

Mentre sei seduto, fissa un oggetto in alto in fondo alla stanza (es. sopra una libreria) e parla a quello. Ti serve per uscire dalla sfera intima del "private speaking" (come quando parli sotto la doccia solo a te stesso) e proiettare la voce verso il pubblico grazie a questa semplice postura. Si tratta di una proiezione fisica e psicologica al contempo.

Nota importante: non serve urlare, la postura sarà sufficiente.

3. Punto fermo vocale

Smetti di tenere le frasi sospese con un'intonazione ascendente, perché crea ansia e confusione. Visualizza un punto fermo e chiudi la frase scendendo decisamente con il tono di voce (voce di petto). Questo segnala una chiusura logica e aiuta chi ascolta a memorizzare il concetto appena espresso.

Su questo, ma non solo, ti consiglio l'ascolto del podcast ⬆︎ , perché sentirai le sonorità differenti.

4. Pausa strategica (silenzio pieno)

Resisti all'impulso di riempire i vuoti con suoni o parole inutili. Dopo il punto fermo, fai una pausa di silenzio e usala per pensare al concetto successivo.

Questo attiva la tua creatività (nel podcast sopra, spiego il concetto di “default mode network”) e consolida la memoria di chi ascolta, evitando l'effetto "scrolling" mentale.

Leggi e ascolta anche > Smetti di parlare bene. Inizia a farti capire.

Pilastro 2: esercizi sulla qualità del pensiero

Voler dire tutto o troppo finisce per creare confusione. Il lavoro, allora, deve consistere nel semplificare i nostri pensieri per essere incisivi. Qui l'atleta impara a risparmiarsi. Perché fare troppo significa sprecare energie

5. Sintesi in 3 punti

Improvvisa un discorso obbligandoti a sintetizzare tutto in soli 3 punti chiave.

Non usare scalette scritte.

L'improvvisazione, unita al punto fermo vocale, ti costringe a focalizzarti sull'essenziale e garantisce una chiarezza espositiva assoluta.

6. Incipit ponte

Per evitare di saltare passaggi logici che per te sono scontati ma per l'uditorio no, forza la connessione tra le frasi usando un incipit di collegamento logico ad alta voce (es: "Perché vi dico questo?...", "Questo ci porta a...").

Ti obbliga a costruire un flusso narrativo fluido e comprensibile.

Prova.

7. Tecnica dell'immagine

Quando spieghi concetti astratti o tecnici, è importante per te "vederli" concretamente nella tua mente (metafore, scene di vita quotidiana come l'attesa in metro). Se tu visualizzi chiaramente l'immagine mentre parli, le tue parole la trasmetteranno automaticamente a chi ti ascolta.

Comincia allora a spiegare un concetto utilizzando un'immagine corrispondente che sia concreta. Vedi questa immagine nella tua mente. Condividi ad alta voce ciò che stai vedendo.

Pilastro 3: esercizi sulla qualità della relazione

Con questi esercizi ci aiutiamo a parlare in pubblico, migliorando la relazione con chi ci ascolta.

8. I tre Post-it

Fai questo esercizio dopo l'esercizio numero 2 sul lancio dello sguardo.

Attacca tre post-it in punti diversi della stanza (destra, centro, sinistra). Mentre parli, rivolgi una frase intera a un post-it, poi fai una pausa e rivolgine un'altra al successivo.

Ti allena a non "pennellare" lo sguardo a vuoto e a far sentire ogni persona coinvolta singolarmente.

Poi sposta l'esperimento su persone reali, almeno tre persone, in modo tale da coinvolgerle tutte.

9. Ingaggio grammaticale

Usa il "noi" per descrivere problemi o comportamenti comuni (inclusione) e il "voi" per porre domande o stimolare riflessioni dirette (coinvolgimento attivo). Alternare questi pronomi tiene alta l'attenzione e crea un legame diretto.

Ora, chiediti:

  • quale situazione che affronti puoi descrivere utilizzando il "noi"?

  • quale situazione invece utilizzando solo il "tu", perché vuoi rivolgerti ad una sola persona?

  • quali ragionamenti, riflessioni e domande potresti rivolgere a chi ti ascolta e quindi utilizzare in modo esplicito il "voi"?

10. Postura a espansione

Mentre parli, assumi questa postura e gestualità.
Siediti con i piedi ben piantati e immagina di tenere tra le mani un pallone che si gonfia e si sgonfia di continuo. Apri il torace e usa gesti ampi.

Con questo l'atleta potenzia la propria voce e la propria respirazione, che sono la base per la comunicazione con le parole.

Questa postura aperta modifica la tua biochimica facendoti sentire più sicuro e trasmette disponibilità mentale al tuo interlocutore.

In conclusione, continua ad allenare la tua comunicazione.

L'assioma zero dela comunicazione chiarisce che tu sei la prima persona che si ascolta mentre parli.

L'ansia non è solo una condizione preesistente, ma viene alimentata in tempo reale se le tue orecchie sentono che, per esempio, stai borbottando, che lasci le frasi sospese o che ti stai perdendo nel tentativo di dire troppe cose.

Se tieni le frasi aperte con un'intonazione ascendente, crei nel tuo cervello la sensazione di non arrivare mai al punto, generando affanno e confusione a te stesso prima ancora che al pubblico.

Per gestire l'ansia, devi invertire questo feedback usando il punto fermo vocale e la sintesi: quando ti senti chiudere decisamente una frase e fai una pausa di silenzio, il tuo cervello registra ordine e controllo,.

Mentre ti ascolti e ti senti parlare sicuro e chiaro, modifichi la tua percezione interna e questa tranquillità transita automaticamente su chi ti ascolta. Ciò ti permette di trasformare l'ansia in una condivisione reale di sensazioni fisiche e mentali. Questa è la comunicazione!

Buona pratica, sempre.

E adesso come vuoi allenarti?

Vuoi cominciare a lavorare con questi esercizi e molti altri direttamente con me? Forse possiamo lavorare insieme e posso aiutarti.

Qui ti spiego cosa possiamo fare per migliorare il tuo senso di sicurezza e la qualità della tua comunicazione > guarda qui


Chi è Stefano Todeschi

Sono consulente e formatore specializzato in public speaking pratico. Lavoro con imprenditori, manager e professionisti appassionati che vogliono saper coinvolgere clienti e collaboratori durante presentazioni, incontri e meeting aziendali.

Guarda cosa puoi fare con me in consulenza > link

Indietro
Indietro

39. Vuoto di memoria: 4 mosse per dare scacco matto al blackout mentale.

Avanti
Avanti

37. Come parlare meno velocemente: 2 tecniche per farti capire davvero.