36. 9 errori che rendono le nostre idee invisibili.
Sembra assurdo ma è così: più aumenta la competenza in un determinato campo, più cresce il rischio di faticare a comunicare un'idea chiara, personale e incisiva.
In pratica, la vastità della nostra conoscenza può diventare una trappola che ci blocca. Qui ti fornisco un metodo pratico per superare questo blocco e liberare la tua voce unica. Lo faremo vedendo 9 errori nella ricerca delle nostre idee da comunicare.
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Le tue idee personali esistono già, devi solo tirarle fuori.
Non si tratta di creare qualcosa dal nulla, ma di acquisire disciplina nel vederle, tirarle fuori e infine selezionarle. Insieme, analizzeremo nove errori sistematici che, come filtri invisibili, impediscono alla tua naturale autorevolezza di emergere. Considera queste pagine come una mappa per riconoscere le trappole e, soprattutto, per scoprire il percorso che ti porterà a comunicare con maggiore sicurezza e unicità.
Perché mortifichiamo le nostre idee migliori
Spesso sentiamo l'urgenza di "dire tutto". Vedo che lo facciamo quasi sempre per due ragioni.
È tutto naturale, per amore del cielo, ma dobbiamo esserne consapevoli.
La difesa. Molte volte possiamo avere paura di apparire superficiali, impreparati, e allora sentiamo il bisogno di dimostrare la nostra bravura accumulando dati, dettagli tecnici e spiegazioni. In questo modo, però, non facciamo altro che porci in una posizione di sudditanza, cercando l'approvazione altrui invece di lasciare che la nostra autorevolezza, già legittimata dal nostro ruolo e dalla nostra esperienza, emerga in modo naturale.
La generosità. Altre volte siamo mossi dal desiderio di nutrire chi ci ascolta. Vogliamo trasferire tutto il valore possibile, convinti che più informazioni diamo, più utile sarà il nostro intervento. Ma il risultato è l'opposto: finiamo per prendere il nostro interlocutore in ostaggio cognitivo e lo inondiamo con una tale quantità di concetti da soffocarlo mentalmente, senza lasciargli la possibilità di afferrare e ricordare il messaggio centrale.
Per superare l'abitudine a voler dire troppo è utile fare due cose:
Una ricerca personale delle idee (ciò che prende più tempo)
Fare la valutazione finale con un complice.
Vediamo dunque quali sono gli errori nella ricerca delle idee, in modo da liberare le tue idee e comunicare con autenticità. Lo scopo è vedere le idee personali, che sono quelle più autorevoli. Tutto il resto non ci serve.
La regola fondamentale: separare la creazione dal giudizio (Errore 1)
Il primo e più invalidante errore che commettiamo è tentare di fare due cose opposte nello stesso momento: cercare le idee e, contemporaneamente, giudicarle.
Per superare questo blocco, immagina di avere due uffici separati nella tua mente:
l'Ufficio Creativo: il suo unico compito è cercare e tirare fuori le idee che esistono già. Non ha filtri, non ha giudizi. Il suo motto è "tutto va bene" (per ora). Annota ogni pensiero, anche quello che sembra banale o fuori luogo. In questa fase, la quantità è più importante della qualità;
l'Ufficio Valutativo: questo ufficio entra in gioco solo in un secondo momento. Il suo lavoro è analizzare il materiale prodotto dall'Ufficio Creativo, selezionare le idee più pertinenti, trovare connessioni e dare una struttura logica al tutto.
Quando cerchi le tue idee, l'Ufficio Valutativo non deve lavorare. Sta fuori, sta in ferie, va a prendere un caffè. Deve rimanere in silenzio.
La soluzione pratica che insegno da anni è il metodo a grappolo (qui c'è il video corso gratis). L’ho imparato a scuola, grazie al nostro docente di italiano e latino, che ci ha insegnato per tre anni come scrivere i temi.
Come funziona il metodo a grappolo:
prendi un foglio di carta bianco – la sua matericità aiuta a liberare il pensiero – e scrivi al centro il tema principale o la domanda a cui devi rispondere. Poi, senza censura, inizia ad annotare tutto intorno le parole, le frasi e i concetti che ti vengono in mente. Se un'idea si ripete, scrivila di nuovo. Non preoccuparti dell'ordine o della forma. Stai solo lasciando lavorare il tuo Ufficio Creativo;
solo dopo aver riempito il foglio, potrai richiamare l'Ufficio Valutativo e chiedergli: "Bene, di tutto questo, cosa teniamo? Qual è il percorso più efficace?"
Padroneggiare questa separazione è la chiave per affrontare con successo tutte le altre trappole.
Nel video corso gratuito, ti mostro come funziona il metodo a grappolo e poi il metodo dell'esploso creativo > entra da qui
Vediamo ora le prossime 8 trappole: sono fallimenti nel rispettare la divisione fondamentale dei due uffici mentali: giudichiamo le nostre fonti troppo presto, strutturiamo il messaggio prima che le idee siano trovate, o lasciamo che una mentalità critica saboti la nostra voce unica. Le esploreremo in tre aree critiche: la fonte delle tue idee, la loro struttura e la tua mentalità.
Errori nella fonte delle idee: dove cerchi la tua ispirazione
Fermarsi all'informazione probabile
Affidarsi unicamente a Google o a strumenti di intelligenza artificiale per cercare spunti significa fermarsi a ciò che è "probabile", a quello che direbbero tutti.
Questi strumenti sono potentissimi, usiamoli, santa pazienza! Sono come un paio di occhiali che ci permettono di vedere con 30 decimi (!). Ma non sono un sostituto dei nostri occhi. Se prendiamo questi risultati e li riportiamo pari pari, abdichiamo al nostro ruolo e diventiamo intercambiabili. L'ingrediente fondamentale che solo tu puoi aggiungere è l'esperienza personale vissuta.
Dopo aver consultato le fonti esterne, poniti sempre questa domanda chiave:
Rispetto a quello che dice la probabilità, qual è la mia esperienza vissuta che solo io posso portare?
In questo articolo, per esempio, io ho portato la mia esperienza unica: le tecniche che ti ho portato le ho apprese al liceo. E so che non molte persone hanno avuto la fortuna di un grande insegnante come il nostro, che ha deciso di investire tre anni di liceo per farci imparare come creare i nostri temi.
Ignorare il proprio frigorifero
Nessuno ha mai creato dal nulla.
Forse è successo con la creazione originaria, ma tutto il resto, tutta la produzione umana, è la rielaborazione di cose che esistono già. Le idee più potenti e autentiche sono a nostra disposizione, sono come ingredienti che abbiamo nel nostro frigorifero e nella nostra dispensa professionale. Sto parlando delle domande dei tuoi clienti, dei dubbi dei tuoi collaboratori, dei problemi che risolvi ogni giorno. Il segreto è fissare questi ingredienti, metterli per iscritto per poterli guardare e utilizzare come punto di partenza. Torna al metodo a grappolo.
Utilizzare subito le prime idee
Le prime idee che ci vengono in mente sono molte volte le più scontate (ovvio, non sempre).
Considerale un riscaldamento. Il vero lavoro inizia dopo. Se stai cercando idee con un collega e vi viene in mente la stessa cosa contemporaneamente, poniti una domanda: non sarà che è un'idea prevedibile? Non c'è niente di male, l'importante è esserne consapevoli.
Un'idea può essere comune, ma l'angolatura, ovvero lo sguardo e la prospettiva da cui solo tu la osservi e la contestualizzi, la renderà irripetibile. Il metodo a grappolo e subito dopo quello dell'esplosione ti permettono di andare oltre le prime idee con più facilità (vedi corso gratis).
Errori nella struttura del messaggio: come dai forma al pensiero
Progettare senza una meta
Troppo spesso ci scervelliamo sul come dire le cose senza avere una chiara idea di cosa vogliamo che rimanga nella mente di chi ci ascolta.
Manca una tesi, ovvero l'idea principale da comunicare.
Progettare senza questa meta è come guidare a casaccio. La regola pratica che consiglio è semplice: devi essere in grado di sintetizzare la tua tesi in massimo 15 parole. Se non ci riesci, probabilmente l'idea non è ancora chiara neanche a te.
Per esempio, la tesi di questo articolo è: "Le tue idee personali esistono già, devi solo tirarle fuori." (10 parole).
Scrivere per gli occhi
Mettersi al computer e scrivere un discorso parola per parola è il modo più sicuro per renderlo piatto e difficile da parlare. Un testo scritto per essere letto è strutturalmente diverso da un testo pensato per essere parlato. La soluzione è un'inversione di processo: parla invece di scrivere. Registra un audio mentre esponi le tue idee a braccio. Poi, eventualmente, usa anche l'AI per trascriverne i concetti principali.
L'obiettivo non è imparare a memoria la trascrizione, ma analizzarla per scoprire dove la tua energia è più forte, dove il pensiero fluisce meglio e dove, invece, inciampi continuamente sulle parole.
Quei punti sono da sviscerare, da capire meglio. Lì si nasconde un'idea ancora debole o poco chiara. Vuoi renderla più chiara oppure preferisci scartarla?
Ignorare il carico cognitivo
Spinti dalla paura di non essere esaustivi, ricopriamo il nostro pubblico con una montagna di informazioni. Ma il cervello umano ha una capacità di assorbimento limitata.
Il principio è controintuitivo ma ferreo: "più informazioni diamo, meno l'altro ne ricorda".
La soluzione: taglia per coinvolgere. Applica il principio di abduzione, lasciando dei vuoti strategici nel tuo discorso. Questo stimola l'intelligenza dell'ascoltatore, lo rende un partecipante attivo e, inoltre, ti permette di risparmiare energia preziosa. Ne ho parlato bene in questa puntata.
Errori di mentalità e prospettiva: come ti poni verso te stesso e gli altri
Nascondersi dietro "il diploma sul muro"
Molti professionisti fanno affidamento sui loro titoli, sul loro ruolo. Sul piano tecnico, è comprensibile. Ma il diploma sul muro non crea connessione.
Anzi, rischia di renderci una commodity, intercambiabili con chiunque altro abbia un titolo simile (o lo stesso). Le persone non cercano i titoli: cercano uno sguardo unico con cui essere viste, una prospettiva che le aiuti a capire la loro realtà. Essere autorevoli significa prima di tutto essere "autori" della propria prospettiva. E qui torniamo alla tua esperienza personale. Puoi chiederti: per che cosa si distingue il mio sguardo, in base alla mia esperienza di vita unica e irripetibile?
Parlare senza un complice
È facile innamorarsi delle proprie idee, al punto da darle per scontate.
Il rischio è enorme: quello che è ovvio per noi può essere oscuro per gli altri. La soluzione è procurarsi un "complice", qualcuno con cui testare il pensiero prima di esporlo ufficialmente. Puoi farlo utilizzando due vie.
L'intelligenza artificiale. Può essere un ottimo allenatore per verificare la coerenza logica del tuo discorso. Ma c'è un però: l'intelligenza artificiale ha il dono di capire tutto anche con un sovraccarico cognitivo. L'intelligenza artificiale non prova fatica cognitiva e non prova fatica emotiva. Ecco perché non è il tuo riscontro migliore, se vuoi semplificare davvero la vita agli umani che ti ascolteranno.
L'essere umano. È insostituibile. Solo una persona in carne e ossa può darti una risposta emotiva e misurare la fatica d'ascolto, specialmente se è un non-esperto del tuo settore. Questa è la verifica finale per comprendere qual è davvero il carico cognitivo ed emotivo delle tue idee. Potrai capire la reazione dell'essere umano sia osservando come effettivamente si comporta mentre tu stai parlando, sia chiedendo che cosa è rimasto dopo l'ascolto delle cose che tu hai esposto. Questo ti permetterà di comprendere che cosa ha funzionato, che cosa deve essere spiegato meglio e che cosa, in tutta onestà, deve essere tagliato senza pietà.
Ora metti in pratica.
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Buona pratica, sempre!
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Chi è Stefano Todeschi
Sono consulente e formatore specializzato in public speaking pratico. Lavoro con imprenditori, manager e professionisti appassionati che vogliono saper coinvolgere clienti e collaboratori durante presentazioni, incontri e meeting aziendali.
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